lunedì 12 maggio 2014

American Purgatorio

Ho scoperto American Purgatorio per caso online e mi ha incuriosito sia il titolo che la trama per cui mi sono precipitata in biblioteca e l'ho preso in prestito. Non sono rimasta affatto delusa dalla lettura di questo romanzo che ho trovato affascinante e coinvolgente. Quello che mi ha colpito di più è stata l'atmosfera onirica che circonda il protagonista della storia. La trama è questa: la moglie del protagonista scompare e lui intraprende un viaggio per ritrovarla guidato solo da una cartina sulla quale è disegnato una linea che da New York, attraverso Lexington, il Kentucky, Boulder e il Colorado arriva fino a San Diego. Lungo il cammino incontra una serie di personaggi bizzarri con i quali condivide diverse esperienze. Per correttezza non rivelerò il finale ma vi dico che mi ha lasciato a bocca aperta. Un libro che mi sento di consigliare assolutamente! Leggetelo e poi ditemi se vi è piaciuto...


lunedì 31 marzo 2014

Ma il treno dei desideri nei miei pensieri all'incontrario va

Ti porta ovunque (pagando), è sporco e perennemente in ritardo ma io lo amo. No non sto parlando di un gigolò particolarmente schifoso, parlo del treno, croce e delizia dei migliaia di pendolari che, come me, tutti i giorni devono sobbarcarsi ore di viaggio per arrivare in ufficio. Mi sembra già di sentire le recriminazioni dei guidatori di macchina: se viaggi in treno sei vincolato ai suoi orari, devi sopportare la puzza, i controllori maleducati. Tutto vero, però, per me, il viaggio in treno è un momento speciale, il tempo in cui posso lasciarmi andare e rilassarmi mentre qualcun'altro mi porta dove devo arrivare. 

Un'altra caratteristica che amo del treno è il fatto che si incontrano tutti i giorni una moltitudine di persone tutte diverse. Spesso mi ritrovo ad osservare i miei compagni di viaggio e a chiedermi: chissà dove vanno, che lavoro fanno, hanno famiglia? Ci sono gli studenti che vanno all'università (li riconosci perchè parlano continuamente di esami), ci sono madri con figli, lavoratori che stanno andando in ufficio, avvocati, notai, commercialisti, idraulici. Una massa eterogenea di gente che si fa gli affari propri e io nel centro che li osservo e mi faccio domande. 

Il treno è un pò come la vita, un viaggio lungo o breve, che fai per arrivare alla meta finale. Durante questo viaggio incontri persone che condividono con te il viaggio per poco tempo o che ti accompagnano per tutta la sua durata. Ognuno di loro, nessuno escluso, ti lascia qualcosa, anche quelli che fanno solo una fermata assieme a te e ogni persona che conosci è un'esperienza in più che vivi e che ti arrichisce o che, perchè no, ti impoverisce. Eh si, perchè tra l'affascinante moltitudine di persone che incontri tutti i giorni non possono mancare loro, gli STRONZI. Quelli che stanno tra i piedi e quando vedono che devi passare si spostano di mezzo centimetro (li prenderei a calci), quelli che salgono mentre scendi rischiando di farti precipitare dal treno, quelli che ascoltano tamarra a tutto volume e quelli che parlano a voce altissima al telefono facendoti sapere dello zio Ermenegildo che è morto di qualche orribile malattia (non aiuta la mia depressione). L'umanità che viaggia in treno è un riassunto su ruote di quello che trovi in giro per il mondo, una fetta di vita condivisa per forza e per amore verso un traguardo che è lo stesso per tutti.

Un po di grinta santo cielo!

Più mi guardo intorno e più mi rendo conto che a questo mondo esistono persone che vivono la vita come se camminassero eternamente lungo il miglio verde (per chi non lo sapesse il miglio verde, in un libro di Stephen King è la strada che porta alla sedia elettrica). Ora, capisco che nella vita la fine è quella, capisco che prima o poi tutti quanti dobbiamo andare a sentir cantare il barbagianni, ma questo non vuol dire che nel frattempo non si possa vivere una vita soddisfacente. Per quanto mi riguarda, prima di andare a spingere le margherite con la faccia ho intenzione di mettermi di buzzo buono e cercare di vivere la vita al meglio. Questo non significa che farò cose che cambieranno il mondo, perchè nessuno ne ha il potere, però, tutti hanno la possibilità di cambiare se stessi. Personalmente non posso sopportare le persone che si lamentano tutto il giorno è poi stanno sedute sulle proprie palle piuttosto che muoversi e migliorare la situazione. Ci sono dei momenti nei quali anche io mi sento così e mi detesto quando sento che mi sto lasciando vivere invece di avere un ruolo attivo nella gestione della mia vita. Certo, affrontare le proprie paure non è una cosa facile e chi dice il contrario mente però il coraggio è proprio questo. Che senso ha il coraggio quando si affrontano cose che non fanno paura? Il vero coraggio non consiste nel non avere paura, quanto, piuttosto, nel prendere la vita per il collo e farle vedere come vogliamo che sia. Quindi fatevi avanti cacasotto che è il vostro momento, tirate fuori le palle e fate vedere di che pasta siete fatti!




domenica 30 marzo 2014

Cumberfissata

E' l'uomo per me, fatto apposta per me... così cantava Mina qualche anno fa. Di recente i miei ormoni hanno avuto un brusco sobbalzo quando ho posato gli occhi su Benedict Cumberbatch (diciamo che hanno preso fuoco ok?). Da quando l'ho visto interpretare Sherlock Holmes nell'ononimo telefilm sono entrata dritta come un fuso nella mia fissazione nr 356. A dire la verità prima di Sherlock avevo visto Benedict in Star Trek Into The Darkness. In questo film lui interpreta il cattivissimo Khan e fa vedere i sorci verdi all'equipaggio dell'Enterprise (o come l'ho soprannominata io: la nave dei figoni). In quell'occasione, devo essere sincera, non avevo fatto molto caso a lui perchè ero troppo concentrata sulla storia (e su Zac& Chris). Grazie a Sherlock però ho rimediato a questa mia sconcertante disattenzione. In una triste serata d'inverno, di ritorno da Tai Chi, ho fatto una cosa che non faccio quasi mai:  ho acceso la televisione. Girando per i canali sono incappata nella prima puntata di Sherlock e mi sono detta: mmmh però! che bono!. Di li a cercare tutti i film mai interpretati dal dolce Ben  il passo è stato breve. Da allora tormento colleghi e amici parlando costantemente di lui e ogni cellulare, tablet, computer in mio possesso è pieno di foto sue (usate liberamente anche come sfondo e salvaschermo). In pratica sono tornata quindicenne.

Benedict e i suoi capelli ROSSI

L'Homo Sapiens (parecchio Sapiens a quanto ho sentito) in questione ha degli occhi stupendi  e una bocca a cuore che fa scattare in testa pensieri zozzissimi al solo vederla. Al di sopra di questo mare di perfezione e figosità c'è una folta chioma di capelli rossi, lasciatemi ripetere ROSSI. Certo, quando interpreta Sherlock o Khan li ha neri e in Parade's End è biondo, ma il suo colore naturale è il ROSSO. Già solo questo fatto fa saltellare i miei ormoni come fagioli messicani (credo che mi attaccheranno un giorno di questi). A parte queste considerazioni estetiche, però, non dobbiamo dimenticarci che ci troviamo di fronte ad un attore bravissimo che ha interpretato con successo una serie di personaggi uno più affascinante dell'altro. A parte Sherlock posso citare: Hawking, Julian Assange e prossimamente sarà Alan Turing in "The imitation Game".
Le sue fan si fanno chiamare in alternativa Cumberbitch o Cumbercollective (io preferisco questo secondo) e sono ferocemente protettive nei suoi confronti. Di recente l'attore Danny Dyer ha osato dire "Benedict Cumberbatch Is A Posh Boy Playing Posh Boys" ed è stato letteralmente sommerso di critiche. Beh Danny boy, diciamo che te la sei proprio cercata e la vendetta di noi Cumberbitch emh...collective ricadrà su di te!


venerdì 29 novembre 2013

Gordon Ramsey ovvero "Una iena in cucina"

Gordon è biondo e affascinante, ha gli occhioni azzurri bellissimi e il viso intelligente ed espressivo... Sfortunatamente per i proprietari dei ristoranti che visita è anche pignolo e incazzosissimo e io lo adoro per questo... Nella trasmissione "Cucine da incubo" da il meglio di se insultando come cani sia proprietari che cuochi. Gordon è come "La Settimana Enigmistica", vanta un casino di imitazioni. Bastianich è uno di questi ma a me non fa lo stesso effetto di Gordy. Questo perchè lui strepita e s'incazza però, quando i concorrenti di Masterchef tirano fuori ricette ben fatte,  lui è contento come una pasqua. Bastianich si limita a dire "buono" con una faccia che sembra che si sia ingoiato un limone per traverso. Gordon no, lui da soddisfazione, saltella su e giù e dice "mmh mamma mia che buono" e si vede l'entusiasmo proprio...

Vorrei portare fuori a pranzo Gordon in un posto di gente che mi sta sul cazzo (c'è l'imbarazzo della scelta) e poi sguinzagliarlo contro i padroni. Mi metterei comoda con un pacchetto di pop corn in mano e mi gusterei lo spettacolo.  Anche perchè di posti dove si mangia di merda ce ne stanno in giro! E non si parla solo dello schifo del cibo, ma anche dei proprietari che, spesso è volentieri, sono degli stronzi da gara... altro che tortino di riso finito! Ti guardano con una faccia scazzata e ti fanno sentire come se gli fossi piombato in casa senza neanche telefonare. Se poi parliamo degli arredi non posso non citare quei posti che hanno i cartelli scritti con il pennarello. Ora, puoi anche scrivere il menù con il pennarello, nessuno te lo vieta, ma almeno scrivi bene! prendi le misure e guarda se quello che vuoi scrivere ci sta tutto! Trovo veramente di cattivo gusto le scritte che iniziano enormi e poi diventano minuscole o vanno a capo a casaccio... perchè sono poco rispettose nei confronti di chi legge, un pò come dire : non ne ho voglia, non me ne frega niente e ho scritto a casaccio la prima cosa che mi capita... perfetto,  ma da me palanche non ne prendi!





La scorza del limone

Non c'è niente da fare, più vado avanti più mi rendo conto che nella vita bisogna farsi crescere una crosta addosso per fare in modo che le cose non ci tocchino e non ci facciano male. Io personalmente sento che una sorta di buccia che mi si sta formando addosso ed in più sto diventando acida. In poche parole sto diventando un limone. Chissà che in questa forma anche io non possa avere un'utilità. Facciamo un esempio: soffri di dissenteria? no problem arrivo io, mi spremo un pò è il tuo rapporto con il wc diventa una passeggiata nel parco. Devi fare una torta? niente di più facile, mi gratti un pò nell'impasto e do quel saporino tipico delle torte casalinghe. Vedi? come limone sono perfetta e poi se mi spremi d'estate sono dissetante. Perfetto...

Pensare che quando ero piccina guardavo il mondo con gli occhioni spalancati e stupiti. Poi è arrivato qualcuno e ci ha piantato un dito dentro. Ora sono un pochino più furba, ma neanche tanto.  Speriamo che sta buccia faccia in fretta a crescere, magari insieme a tanto pelo sullo stomaco, ho visto che fanno miracoli, ti fanno arrivare ovunque...


venerdì 19 luglio 2013

Le cose che odio - puntata 1

Per la serie "le cose che Claudia odia" parliamo oggi dei SOPRAMMOBILI (tono da film dell'orrore accompagnato da immancabile rombo di tuono). Questi inutili oggetti sono i protagonisti indiscussi della vita di moltissime famiglie (tra le quali la mia). Si possono distinguere due categorie. La prima è quella degli oggetti sobri e di buon gusto. Essi sono caratterizzati dall'essere armonici l'uno rispetto all'altro e intonati all'ambiente nel quale vengono collocati. Oggetti di questo tipo a casa mia non si trovano. Dove vivo io ci sono soprattutto gli oggetti della seconda categoria. Questa si potrebbe chiamare l'orribile paccottiglia. A quest'ultimo tipo appartengono tutti i ninnoli assolutamente kitsch come: orride bamboline in ceramica, barchette fintissime messe in fila una affianco all'altra e bomboniere terrificanti del matrimonio della cugina Ermenegilda. La cosa carina è che questi simpatici oggettini, una volta arrivati a casa tua, non se ne andranno mai più! E si! perchè il propiertario di questa monnezza ti dirà: "ma noooooo! quello è il ricordo della prozia della bisnonna della cugina della vicina di casa di tua zia in carriola e non si può buttare!!!".  Ma io ho risolto la cosa in modo abbastanza brillante. Obbligo i miei a buttare via almeno le cose particolarmente orripilanti e quello che non buttano via loro, butto via io... piano piano, senza che se ne accorgano. Se non facessi così casa mia sembrerebbe quella dei protagonisti di "Sepolti in casa".